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libro degli ospiti

NAVE SCUOLA PALINURO
curiosità

 

a Taranto - attraversa il canale
(fonte: sito Marina Militare)

Il "Posto di Manovra Generale"
Se il vento cambia improvvisamente o si prepara una burrasca, il Comandante ordina il "Posto di Manovra Generale alle Vele".
Tutte le attività si fermano e ogni singolo marinaio corre al suo posto assegnato: chi corre sulle alberature (i gabbieri) e chi ai piedi degli alberi per tirare le cime. Può sembrare che ci sia un po’ di confusione, ma è tutto perfettamente organizzato dove regna il silenzio, interrotto solo dagli ordini ritmati dei nocchieri con i loro fischi.

 

C’è sempre, e deve essere così, un gran lavoro di squadra. La navigazione a vela richiede uno sforzo corale notevole; a bordo ci sono oltre 17 km di cavi e per aprire tutte le 15 vele sono necessarie 70 persone, con manovre che possono richiedere quasi due ore di lavoro.

 

Sulla nave Palinuro il tempo non è scandito solo dall'orologio, ma dai rintocchi della campana di bordo. Ogni mezz'ora di guardia corrisponde a un rintocco, fino a un massimo di otto (che segnano la fine del turno di 4 ore).

 

Su una nave come la Palinuro, la parola "corda" non esiste. C’è solo una corda, quella della campana. Le altre parole che invece trovi sono:
Cime: I cavi generici.
Drizze: Servono per issare (tirare su) le vele.
Scotte: Servono per regolare l'orientamento delle vele rispetto al vento.
Imbrogli: Cavi che servono per raccogliere le vele contro i pennoni.

 

La scelta del "Giallo Ocra".
Durante le prime navigazioni si consolidò l'estetica della nave, quella che vediamo ancora oggi: lo scafo nero con la fascia bianca e le sovrastrutture in color giallo ocra (o "giallo paglia"). Tale scelta fu fatta perché era quella tipica delle navi dell'Ottocento ed è quella che la distingue nettamente dal bianco o grigio delle navi moderne.

 

Come durante le prime campagne addestrative degli anni ’50, navigare sulla nave Palinuro è un'esperienza "cruda" e autentica.
La navigazione è quella astronomica. Non c'erano GPS o radar sofisticati e i comandanti come Fedeli e Gigli insegnavano agli allievi a calcolare la posizione usando il sestante e le stelle.
Le manovre avvengono manualmente. Ogni cima, ogni drizza e ogni vela veniva mossa esclusivamente a forza di braccia. Il coordinamento deve essere perfetto.
Gli spazi sono ristretti. Gli allievi dormono nelle caratteristiche amache, che vengono smontate ogni mattina per trasformare i dormitori in aule o mense.

 

Una curiosità sulla navigazione vicino a Palinuro (Salerno).
Ogni volta che la nave transita davanti al promontorio che porta il suo stesso nome, rende omaggio con un saluto formale e il suono della sirena.

 

 

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