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Tracce e "ricordi" della
Prima Guerra Mondiale.

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Nella frazione Anghebeni (m. 629), Comune di Vallarsa (Trento):
da Foxi ad Anghebeni c'è una strada ex-militare che conduce alla sponda destra della valle e raggiunge quota m. 952. Il paesaggio è fortemente prealpino, dirupato. Nei pressi di una sorgente, vicino al Rio Foxi, un'audace mulattiera militare affronta la montagna con ripide serpentine fino ad arrivare alla Bocchetta di Foxi (m. 1723). Questa è posta tra il Monte Testo ad Est e il Corno Battisti ad Ovest.

 

Da Piazza (Vallarsa) si può percorrere un sentiero militare che passa tra varie gallerie ed apprestamenti militari della Prima Guerra Mondiale. Si arriva al versante del Lora (m. 2032) che è noto per una triste vicenda: una frana distrusse un baraccamento di Alpini.
Resti di opere militari si trovano anche lungo il sentiero che dalla Val di Piazza raggiunge Sella del Cosmagnon (m. 2005) e scende alle Malghe del Cosmagnon.
Nell'autunno del 1917 si svolsero sanguinosi combattimenti tra Kaiserjager ed Alpini. Si possono osservare, ovunque, tracce di opere militari, di sentieri, strade di arroccamento, di trincee, di crateri di granate, resti di baraccamenti, di ricoveri in roccia e tracce di reticolati.

Sempre in Vallarsa, dopo Piano (m. 886), proseguendo e raggiungendo la Valle del Repeson (Val di Prigione o delle Prigioni), nei pressi del Ponte del diavolo (m. 942) una frana travolse più di 200 soldati che rimasero uccisi (5 settembre 1918). Si trova una lapide che ricorda "alpini, fanti e specialisti martiri ignoti".

A Valli del Pasubio, dopo il Pian delle Fugazze, si trova una caratteristica strada di guerra che raggiunge l'Ossario del Pasubio. La strada ex-militare porta a Recoaro Terme. Passando vicino all'Ossario arriva al Passo di Campogrosso, dove si trova un cippo di pietra che segnava il confine.

Esiste ancora, ed è percorribile a piedi, la strada della 1° Armata (detta anche "strada delle gallerie"). La "strada delle gallerie" va da Bocchetta Campiglia, situata ad una altitudine di m. 1210, fino al Passo Fontana D'Oro, posto a m. 2040, e prosegue fino alla Porta del Pasubio e verso la cima a m. 2232, ed è un sentiero che si snoda in 52 gallerie. Si tratta di un ardito capolavoro dell'ingegneria militare in gran parte tagliato nella viva roccia del monte. Ci vollero sei mesi, ad opera della 33° Compagnia Militare del 5° Genio, e ben 300 operai militarizzati (lo ricorda una lapide scritta in latino ed infissa all'entrata della prima galleria), per creare questa mulattiera lunga km 6,5.

A Serravalle, nella parte nuova, c'è un monumento ai Caduti. E' costituito da una esile ed alta stele. Proseguendo verso l'edificio che ospita le scuole, sulla facciata, c'è una lapide che ricorda: "il 6 giugno 1015 la 68 esima compagnia "volontari ciclisti" superò le nemiche difese con generoso impeto".

Ad Ala, nella contrada La Gioppa, alla base della casa Simonetti si trova una scritta: "Qui si depongono le armi o si levano le cartelle." Poco distante, a casa Tomasoni, vicino alla porta, si vede una lapide apposta in memoria del tragico bombardamento del 26 giugno 1918, durante il quale morirono un gruppo di soldati e otto abitanti.

A Borghetto esiste ancora il cippo militare di confine con la provincia di Verona. A sinistra della strada statale, sotto la roccia, c'è una stele su basamento di pietra, che ha verso Nord l'aquila del Tirolo e verso Sud il leone di San Marco e riporta la data 1754. La lapide dice anche: "Qui il 27 maggio 1915 i fanti del 114° Regg. Fant. Brigata Mantova abbatterono i segni dell'iniquo confine dell'impero Austro-Ungarico e con impeto slancio ruppero oltre la redenzione d'italico suolo."

La strada che da Aldeno sale verso il Comune di Garniga Vecchia si arrampica arditamente ed è in parte scavata nella roccia. Venne costruita nel 1914 dagli Austriaci con scopi militari.

A Noriglio, sulla facciata della scuola è impressa una lapide che ricorda: "l'orrendo strazio dell'evacuazione del 27 maggio 1915" ed i caduti della Galizia e quelli nei campi profughi di Braunau e Mitterndorf. Nella piazza c'è un monumento ai caduti costituito da una statua di un soldato, che ricorda il "doloroso esodo (1915) e coloro che più non tornano."

Al Passo della Borcola, nella valle di Terragnolo, si trovava il confine, prima del 1918, tra l'impero d'Austria e il Regno d'Italia.

Nel Comune di Moscheri, sulla facciata dell'edificio che ospita il municipio, una lapide ricorda l'eroismo del maggiore Felice Chiarle, medaglia d'oro. Era comandante del 18° gruppo artiglieria da montagna che fu distrutto dal cannoneggiamento austriaco avvenuto il 18 maggio 1916. Con i superstiti della 74° Batteria si era lanciato al contrattacco.