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Le zone di combattimento della
I Guerra Mondiale.

La Prima Guerra Mondiale è stata una guerra praticamente di terra. Le truppe si muovevano prevalentemente a piedi con l'utilizzo di animali, soprattutto muli, per il trasporto dei vari materiali necessari nel conflitto. Si è trattata di una guerra di trincea, e ne rimangono ancora oggi molti segni; ne costituiscono infatti una testimonianza, un triste ricordo, i numerosi Forti del Trentino Alto-Adige, i vari cimiteri di guerra sparsi in più zone del territorio ed i resti delle vere e proprie trincee, generalmente poste sulle cime dei monti.
Le zone dove si è combattuto maggiormente sono state quelle dell'attuale regione Trentino Alto-Adige e delle regioni confinanti.
Questo triste capitolo della storia non deve essere dimenticato; inoltre queste sono anche le zone che mi circondano, pertanto non poteva certo mancare questa nuova pagina. E' giusto ricordare questi anni e tutte le sofferenze subite dai soldati ed anche dalla popolazione.

 

 

La I Guerra Mondiale è iniziata nel 1914 ed è terminata nel 1918 ed ha coinvolto, lo dice la parola stessa, tutte le principali Potenze. Ecco un brevissimo quadro generale.
Quello che ha dato il via al conflitto è stato l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo, avvenuto a Sarajevo il 28 giugno 1914. Questo ha portato ad un attacco alla Serbia da parte delle truppe austriache. A questo è succeduta la dichiarazione di guerra della Germania alla Russia e alla Francia. Infine, in seguito dell'invasione tedesca del Belgio, anche gli inglesi intervennero nel conflitto. Negli anni seguenti anche altri Stati presero parte alla guerra; praticamente nel 1917 l'Intesa era composta da Francia, Inghilterra, Italia, Usa, Russia, Serbia, Belgio, Romania e Giappone. Dall'altra, a fianco di Germania ed Austria-Ungheria, erano invece schierati Bulgaria e Turchia.

I fatti più significativi avvenuti nei vari anni:

 

1914

I tedeschi invasero il Belgio (che era neutrale) con lo scopo di raggiungere la Francia, ed arrivarono al confine franco-belga. La controffensiva francese sulla Marna però riuscì a fermarli a 100 km da Parigi.
I Russi invasero la Prussia orientale, ma una controffensiva tedesca riuscì a sconfiggerli a Tannenberg e ai laghi Masuri. Verso sud invece i Russi riuscirono a vincere a Leopoli, contro gli austriaci, ma si arrestarono davanti alla fortezza di Przemysl.
L'esercito austro-ungarico avanzò in Serbia, ma poi fu costretto ad arrestarsi. Riprese poi l'offensiva e occupò Belgrado. Pochi giorni dopo dovette però abbandonarla. Le colonie tedesche in Africa infatti vennero invase dai francesi e dagli inglesi e nello stesso periodo il Giappone riuscì ad occupare Kiaochow, nel Pacifico, che costituiva un punto strategico per la Germania.

 

1915

L'esercito francese sferrò forti offensive, ma non riuscì a fare arretrare i tedeschi. Anche le offensive franco-inglesi non ebbero buon esito.
I Russi vennero sconfitti dai tedeschi sul fiume Niemen, ma riuscirono a conquistare la fortezza austriaca Przemysl. Gli austro-tedeschi rioccuparono Leopoli ed entrarono a Varsavia. I Russi sgomberarono l'intera Polonia.
In questo anno di guerra gli Stati facenti parte dell'Intesa combattero anche contro la Turchia a Gallipoli, posizione strategica grazie agli Stretti che collegavano alla Russia. La Bulgaria dichiarò guerra alla Serbia. L'esercito serbo si ritirò in Albania e fu tratto in salvo dalle flotte italiane ed alleate. Alcune divisioni franco-inglesi sbarcarono a Salonicco.

L'esercito italiano era al comando di Cadorna, ed era composto da 40 divisioni per un totale di circa 800.000 uomini. Nei primi giorni di dichiarazione di guerra le truppe italiane avanzarono, ma si dovettero arrestare a causa delle ottime fortificazioni di difesa austriache. Vennero sferrate quattro offensive sull'Isonzo: dal 23 giugno al 7 luglio, dall' 11 luglio al 3 agosto, dal 18 ottobre al 4 novembre e dal 10 novembre al 2 dicembre.

 

1916

Per diversi mesi i tedeschi combatterono a Verdun. Alcune divisioni alleate attaccarono sulla Somme, ma il risultato furono pochi chilometri di avanzamento e perdite altissime.
I Russi attaccarono i tedeschi a Kostawy, ma persero. Si rifecero poi riuscendo a far retrocedere gli austriaci fin sui Carpazi.
La Romania, ad agosto, entrò in guerra contro l'Austria e riuscì a raggiungere la Transilvania.
La flotta tedesca combattè contro quella inglese al largo dello Jutland, ma la flotta inglese ebbe la meglio.

A marzo ci fu la quinta offensiva italiana sull'Isonzo, con esito negativo. Successivamente gli austriaci iniziarono, il 15 maggio, un grande attacco, la "spedizione punitiva", sull'Altopiano di Asiago (provincia di Vicenza). Un contrattacco italiano, dal 14 al 20 giugno, però riuscì a fermarli. Il 3 agosto ebbe inizio la sesta offensiva italiana sull'Isonzo che terminò l'8 con la presa di Gorizia. In autunno ci furono la settima, ottava e nona battaglia sull'Isonzo che non portarono alcun esito.

Europa durante la I Guerra Mondiale

L'Europa durante la I Guerra Mondiale.

 

All'inizio del 1915.

territori degli imperi centrali = 1
territori dell'Intesa = 2
Stati neutrali = 3

Territori occupati dagli imperi centrali:
alla fine del 1915 = 6
alla fine del 1917 = 4

Territori occupati dall'Intesa:
alla fine del 1915 = 9
alla fine del 1917 = 5

I fronti alla fine del 1915 = 7
I fronti alla fine del 1917 = 8

Trentino durante la I Guerra Mondiale

Il Trentino e le zone limitrofe durante la I Guerra Mondiale.

 

3 = confine all'inizio delle ostilità;
4 = linea del fronte prima della Battaglia di Caporetto;
5 = linea del fronte prima della Battaglia di Vittorio Veneto;
2 = armate austriache;
1 = armate italiane;
6 = linea del fronte al momento dell'armistizio.

1917

In aprile i franco-inglesi combattero contro i tedeschi, che si opposero con una fortissima resistenza: in due mesi i francesi persero ben 200.000 uomini.
Dal mese di luglio fino a novembre gli inglesi attaccarono nelle Fiandre, perdendo 400.000 uomini (i tedeschi "solo" 250.000) e guadagnando poco terreno.
I Russi tentarono un'offensiva contro i tedeschi, ma senza successo; questi ultimi conquistarono Riga ed avanzarono. Nel frattempo l'esercito russo si dissolveva a causa della rivoluzione.
Gli anglo-francesi si trovavano ora a Salonicco. Gli inglesi avevano occupato Gaza e Gerusalemme.
La Germania riprese la guerra navale e sottomarina contro i rifornimenti, ed in seguito all'intervento USA, contro i rinforzi americani.

Dal 12 maggio al 6 luglio ebbe luogo la decima offensiva, sempre senza risultato, sull'Isonzo. Anche l'esito dell'attacco, dal 10 al 25 giugno, sul monte Ortigara fu negativo.
L'undicesima battaglia sull'Isonzo, iniziata il 18 agosto, detta battaglia della Bainsizza, portò alla conquista di posizioni privilegiate austriache.
Gli austro-ungarici, con il rinforzo delle truppe tedesche, il 24 ottobre, si schierarono e riuscirono a sfondare le linee italiane a Caporetto. In 15 giorni avanzarono fino al Piave, e presero 300.000 prigionieri e 3.000 cannoni. Sul Piave vennero però fermati dalle truppe italiane, comandate ora dal nuovo capo di Stato Maggiore Diaz.

1918

La Germania firmò un armistizio con i russi (i bolscevichi) il 3 marzo. In seguito concentrò sul fronte occidentale 200 divisioni (l'Intesa ne aveva 172) per sferrare un attacco definitivo contro l'Intesa prima che gli americani potessero interferire efficaciemente.
Dopo le vittorie in Piccardia, senza però riuscire a sfondare le linee, i tedeschi si rivolsero verso la Fiandra. Anche qui vennero però fermati, come successe poi quando riuscirono ad avanzare solo dallo Chemin Des Dames fino a Chateau Thierry. Ci fu un ultimo attacco tedesco a Reims, ma poi ebbero la meglio quelli dell'Intesa.
Ci fu prima un contrattacco verso Soissons, poi una nuova offensiva generale su tutto il fronte ed una seconda offensiva, iniziata il 26 settembre, che terminò il giorno dell'armistizio (11 novembre). L'esito comunque fu la liberazione del Belgio e di tutta la Francia occupata.
Gli italiani attaccarono in Albania con successo e poi sul fronte macedone sferrarono una offensiva contro i bulgari che si concluse con la resa della Bulgaria.
Gli inglesi occuparono Damasco e Aleppo in Siria; la Turchia si arrese.

La battaglia del Piave durò fino a febbraio e portò gli austriaci a sferrare una nuova offensiva che ebbe esito negativo, dopo 10 giorni, contro la resistenza italiana.
Le truppe italiane vinsero a Vittorio Veneto e il comando austriaco trattò la resa che fu sottoscritta il 3 novembre. Quello stesso giorno le truppe italiane entrarono a Trento (Trentino Alto-Adige) e a Trieste (Friuli Venezia Giulia). Il 4 novembre finalmente le ostilità finirono.
Lo sgretolamento dell'impero Austro-ungarico ebbe ripercussioni sulla Germania e come conseguenze più eclatanti: la flotta si ammutinò, ci furono moti rivoluzionari e Gugliemo II fuggì in Olanda.

I trattati di pace.

Con la Germania: Versailles 28 giugno 1919; con l'Austria: Saint Germain en Laye 10 settembre 1919; con la Bulgaria: Neuilly 27 novembre 1919; con l'Ungheria: Trianon 4 giugno 1920; con la Turchia: Sevres 10 agosto 1920 e Losanna 24 luglio 1923.

 

Le perdite dei belligeranti.

Circa 10.000.000 di morti. Tra di loro circa 3.500.000 facevano parte delle truppe dell'Intesa e degli imperi centrali.

Circa 20.000.000 di feriti.

La sola Italia ebbe 600.000 morti e 1.000.000 di feriti.

 

scrittore di poesie sulla guerra poesie e scritti riguardanti la guerra